collegio san paolo

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Verbum Domini

martedì della II settimana di Pasqua

21/04/2009

Gv 3,7-15
In quel tempo Gesù disse a Nicodemo: “In verità ti dico: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”. Replicò Nicodemo: “Come può accadere questo?”.  Gli rispose Gesù: “Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose? In verità, in verità ti dico, noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”. 
 
Come vivere questa Parola?
Il colloquio con Nicodemo si approfondisce ulteriormente. Tramite la suggestiva immagine del vento che ha già in se stesso qualcosa di misterioso ("non sai donde venga né dove vada" v.8b), Gesù ci afferra nel mistero dello Spirito di Dio. La stessa parola "ruah" in ebraico, "pneuma" in greco, significa vento, soffio, spirito. E la persuasione a cui Gesù vuole condurre anche noi, non solo Nicodemo, è il fatto che con le sole nostre forze la "vita nuova" da "rinati" (o "conrisorti") è impossibile. Nasciamo dall'Alto se lo Spirito ci afferra e sostiene. L'immagine del vento è fortemente espressiva del mistero di Dio, di quello Spirito che, se ci abbandoniamo e sintonizziamo con Lui, cioè se come dice San Paolo, ci lasciamo da Lui guidare momento per momento, realizza in noi una vita di libertà e di amore.
Oggi, cerco l'equilibrio di questa mia giornata affidandomi con Gesù Risorto al "soffio" (=ispirazione) dello Spirito. So che il suo "frutto" è "amore, pace, gioia, pazienza, benevolenza, mitezza, sincerità, dominio di me stesso (=castità), (cfr. Gal. 5,22). Vale pur la pena di abbandonarmi a Lui fuori dalle mie impulsività per "fruttificare" queste componenti di una vita libera, amabile, serena, riuscita: a gloria di Dio e per il bene mio e di tutti. Posso verbalizzare così:

Gesù Risorto, ottienimi il tuo Spirito, perché dov'è il tuo Spirito è libertà.

La voce di un maestro autorevole
La libertà del cristiano non è fare ciò che mi piace o soltanto ciò che devo, ma fare ciò che piace a Dio: mi piace piacere a chi mi ama e amo. Card. Carlo Maria Martini
Monastero Sacro Cuore
 

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