collegio san paolo

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Verbum Domini

giovedì della II settimana di Pasqua

23/04/2009

Gv 3,31-36
In quel tempo, Giovanni Battista disse ai suoi discepoli: “Colui che viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Colui che viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero. Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dà lo Spirito senza misura.  Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio incombe su di lui”. 
 
Come vivere questa Parola?
All'interno del colloquio di Gesù con Nicodemo tocchiamo profondità abissali: non di tenebra ma di luce. Una è quella espressa qui sopra che, secondo i più accreditati esegeti, fa ancora parte di quel colloquio e completa quanto è detto in 3,1-21. Si tratta di prendere atto che davvero Cristo Gesù "proferisce le parole di Dio": quelle che, uniche, sono "luce ai nostri passi" e il significato del nostro vivere – pellegrini e stranieri – verso la pienezza d'un AMORE che sarà anche pienezza di felicità senz'ombra. Ascoltare in atteggiamento di piena fiducia queste parole, ascoltarle giorno dietro giorno, aprendo il cuore a tutta la speranza di cui esse sono portatrici, è già una grande ricchezza. Ma bisogna porre attenzione anche all'altra affermazione: Colui che Dio ha mandato "dà lo Spirito senza misura". Quando i mistici parlano di "esagerato amore" da parte di Dio per noi, alludono anche a questa effusione dello Spirito Santo da parte del Crocifisso – Risorto: al di là di ogni nostro meritare o no, al di là di ogni calcolo e condizione, e – appunto – fuori di ogni misura.
Ecco, la fede cristiana è credere vitalmente a questo. Il dinamismo della conversione permanente, il costruirsi, giorno per giorno, della mia personalità di credente, viene subito dopo. È una conseguenza. Come la bella villa di un riccone che viene eretta solo quando il ricco si rende conto di avere molto denaro in banca da gestire con intelligenza. Vivere il battesimo è tutto qui. Per questo la parola vangelo significa letteralmente "lieta notizia". La gioia è scoprire d'essere stati immensamente amati e arricchiti.
Oggi, nella mia pausa contemplativa, lascio risuonare in me qualcuna delle parole che Gesù ha proferito per me. Per esempio: "Non temere, il Padre sa di che cosa hai bisogno". E poi invoco quello Spirito che "fuori misura" mi è dato.

Mio Signore crocifisso e risorto, rendimi consapevole, sempre più consapevole che sono incredibilmente ricco. Non permettere ch'io mi chiuda in una religiosità fatta di calcoli paure e aridi sforzi. Spalanca il mio cuore all'irruzione del tuo Spirito e, in Lui, la tua Parola m'illumini, mi plasmi, mi colmi d'amore da donare a tutti.

La voce di un testimone dei nostri giorni
Cerchiamo di tener presente una certezza. Quale? Cristo dice a ciascuno: «Ti amo di un amore che non finirà. Io non ti lascerò mai. Attraverso lo Spirito Santo sarò sempre con te».
Frère Roger di Taizé
Monastero Sacro Cuore
 

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