collegio san paolo

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Verbum Domini

lunedì della VI settimana di Pasqua

18/05/2009

Gv 15,26-16,4
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.  Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato”.
  
Come vivere questa Parola?
L’espressione è incastonata in un discorso tutt’altro che pacifico: si parla dell’odio del mondo per Cristo e per i suoi seguaci e della persecuzione che ne segue. Ebbene è proprio questo contesto a dar ragione del richiamo allo Spirito quale presenza essenziale, anzi indispensabile, per assolvere al grave compito della testimonianza.  Innanzitutto si parla di Spirito di verità”. Non si dà testimonianza là dove regna l’ambiguità e la menzogna che offuscano la mente e il cuore. È su questi due alleati che conta il maligno per mantenere saldo il suo impero di tenebra. Come dice Giovanni nel prologo del suo vangelo, Gesù-Luce è venuto nel mondo, ma le tenebre di cui esso è avvolto ne hanno impedito l’accoglienza. Ciò è vero anche per i nostri tempi. Ecco allora venire in soccorso “lo Spirito di verità”, la cui sola presenza è già di per sé una inequivocabile testimonianza. Chiunque, a qualunque credo appartenga, se disponibile alla verità, ne viene raggiunto e, magari senza esserne consapevole, diviene dimora della Trinità.  Vi è, inoltre, un altro forte motivo che giustifica la presenza dello Spirito, che è lo Spirito di Cristo, lo Spirito di Amore. Il contesto di ostilità in cui deve inserirsi e operare il testimone, lungi dall’essere di ostacolo, è l’ambiente più idoneo perché la testimonianza fiorisca. Siamo infatti testimoni del sovrabbondare dell’Amore misericordioso di Dio, che si rivela con tanta maggiore chiarezza quanto più forte è la morsa dell’ostilità e del rifiuto. Non dimentichiamo che la rivelazione vertice ne è la croce di Cristo. Ma l’amore e la forza per testimoniare, in mezzo alle difficoltà, possiamo attingerli solo dallo Spirito.
Oggi, nella mia pausa contemplativa, rifletterò sul fatto che maggiori sono le difficoltà e più luminosa e credibile è la testimonianza che posso dare. Alla luce di questa constatazione rivedrò il mio atteggiamento di fronte alle richieste esigenti del quotidiano.

Mio Dio, oggi voglio ringraziarti proprio di ciò che abitualmente sono tentato di riguardare come un ostacolo che frena il mio passo. Sì, è proprio questa situazione in cui è difficile continuare ad amare che io posso testimoniare che tu sei l’Amore. Ma, ti prego, sostienimi con il tuo Spirito.

La voce di una santa
Il vero amore deve sempre fare male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Solo allora si ama sinceramente. Beata Madre Teresa
Monastero Sacrocuorea
 

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