collegio san paolo

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Verbum Domini

giovedi della VI settimana di Pasqua

21/05/2009

Gv 16,16-20
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Ancora un poco e non mi vedrete; un po’ ancora e mi vedrete”. Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: “Che cos’è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po’ ancora e mi vedrete, e questo: Perché vado al Padre?”. Dicevano perciò: “Che cos’è mai questo ‘‘un poco’’ di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire”.
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: “Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po’ ancora e mi vedrete? In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia”.
  
Come vivere questa Parola?
Gesù coglie lo sgomento degli apostoli e, senza attendere una loro diretta domanda, prende la parola. Ci si attenderebbe un intervento rassicurante, e invece si direbbe che Egli rincari la dose: “Piangerete e vi rattristerete” a fronte di un mondo che invece si rallegrerà. Sempre così: Gesù non minimizza, non edulcora le sue parole. In altra occasione, mentre le fila intorno a lui si assottigliavano per la difficoltà ad accogliere la crudezza del discorso eucaristico (mangiare la sua carne e bere il suo sangue), si era rivolto ai suoi discepoli domandando:“Volete andarvene anche voi?”.  Gesù non vuole una sequela di comodo, non sono consone neppure alla creatura umana! La via che addita è in salita e in cordata, conosce l’oscurità dei tunnel e la durezza della roccia. Chi vuole seguirlo deve farlo ad occhi aperti, nella piena consapevolezza che non si imbarca per una piacevole crociera e che deve prendersi le sue responsabilità con coraggio e decisione. Il traguardo, però, è nella pienezza della luce che via via si fa più abbagliante per chi accetta di calcare le orme del Crocifisso, affidandosi totalmente alla sua Parola che è Vita. Ci si accorgerà allora che non la tristezza, ma la gioia sta ritmando i passi e trasfigurando l’esistenza.
Oggi, nel mio rientro al cuore, proverò a cogliere le note di gioia che la presenza di Gesù accende in me e gli consegnerò l’eventuale tristezza che mi appesantisce.

Gioia è il tuo nome, Signore! Gioia di una presenza che non esclude la prova ma gli dà un senso, la trasforma in via. Grazie, Signore!

Dalla saggezza popolare
Se riuscirai a mantenere vivo un ramo verde nel tuo cuore nell'ora dell'oscurità, allora il Signore verrà e manderà un uccello a cantare da quel ramo all'alba del giorno. Proverbio irlandese
Monastero Sacrocuore
 

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