collegio san paolo

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Verbum Domini

venerdì della VI settimana di Pasqua

22/05/2009

Gv 16,20-23
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia”.
  
Come vivere questa Parola?
Ecco ciò per cui siamo creati: la gioia, una gioia piena che nessuno possa strapparci. È questo che ha mosso il Padre a inviarci il Figlio e che ha spinto Gesù a farsi nostro fratello e a percorrere le strade di questa nostra storia disseminata di assurdità, di male, di peccato. Sì, di peccato: è questa la radice subdola di ogni negatività e Gesù è venuto ad estirparla, perché 'la nostra gioia sia piena'. È Lui stesso a dirlo esplicitamente. Bando alla tristezza: "Io ho vinto il mondo!" - continua a ripeterci Gesù - "Non sia turbato il vostro cuore!", "Non abbiate timore!". Il venerdì santo è questione di un giorno, ma la Resurrezione, 'l'ottavo giorno' non tramonta più. Questo è credere nel Risorto! Il cristiano non può essere che l'uomo della gioia, una gioia profonda che alberga costantemente nel suo cuore. Ciò non vuol dire che egli vada esente da difficoltà, prove, sofferenze: questo è retaggio di ogni mortale. Ma custodisce in sé un tesoro che nessuno può rapirgli: la certezza di essere pazzamente amato dal suo Dio, che mai, proprio mai lo abbandona.
Oggi, nella mia pausa contemplativa, mi immergerò nella gioia che mi viene dalla consapevolezza che Dio mi ama ed è con me, sempre. Sosterò silenzioso accanto a Lui, lasciando dilagare in me la sua pace.

Grazie, Signore, per quello che sei che fai che permetti. Grazie di tutto, perché in tutto continui a ripetermi: Ti amo, ti porto scritto sul palmo delle mie mani e mai, mai mi dimenticherò di te.
Grazie, grazie mio Dio.


La voce di un santo
Sii con Dio come l'allodola che sente tremare il ramo e continua a cantare, sapendo di avere le ali.
S. Giovanni Bosco
 

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