collegio san paolo

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Verbum Domini

sabato della VII settimana di Pasqua

30/05/2009

Gv 21,20-25
In quel tempo, Pietro, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: “Signore, chi è che ti tradisce?”. Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: “Signore, e lui?”. Gesù rispose: “Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi”. Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: “Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?”. Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
  
Come vivere questa Parola?
Il brano del Vangelo di oggi si colloca alla fine del Vangelo di Giovanni. Inizia con la curiosità di Pietro circa l'avvenire di Giovanni. Gesù aveva appena parlato a Pietro della sua fine violenta ma per la gloria di Dio, e ora lui, vedendo Giovanni domanda a Gesù: "Signore che cosa sarà di lui?" Gesù non si mette a discutere sul futuro di Giovanni, ma utilizza l'episodio per chiarire a Pietro, e oggi a noi, che ciò che conta per ciascuno è la testimonianza di vita personale e intima con Lui, il vivere il messaggio evangelico, il fare la volontà di Dio con l'aiuto dello Spirito Santo. Pietro viene invitato da Gesù a preoccuparsi del "Tu seguimi". Anche noi riceviamo oggi lo stesso invito! Quante volte anche noi ci lasciamo prendere dalla curiosità di sapere perché e per come gli altri fanno quello che fanno, ragioniamo ed elucubriamo sulle loro intenzioni, interpretiamo i segni della presenza del Signore nella loro vita! Cose tutte che non ci importano affatto! Nei detti dei Padri del deserto, si legge a proposito di Abba Antonio che un giorno chiese al Signore: "Signore, come mai alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi? Perché alcuni sono poveri, e altri ricchi? Perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri? E giunse a lui una voce che disse: Antonio bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli". Cioè ognuno ha la sua strada da percorrere secondo la volontà di Dio. Dobbiamo lasciare a Dio di essere Dio e accettare che Lui è mistero e noi non siamo capaci di conoscere le sue vie. Possiamo perdere molto tempo ed energia pensando e parlando degli affari altrui, mentre Gesù sottolinea per Pietro e per noi che ciò che conta per ciascuno è la testimonianza di fede e di amore nella propria vita di cristiano convinto. Come a Pietro anche a noi ripete: "Tu seguimi!"
Nello spazio di silenzio che oggi mi concedo, rifletto, con l'aiuto dello Spirito Santo, sulla mia vita, interrogandomi: il mio cuore ha veramente Gesù come focus? Il "Tu seguimi" di Gesù mi sfida come invito personale ad una vita di relazione più intima con Dio e più trasparente con gli altri?

La voce di un uomo spirituale di oggi
Signore mio Dio, dammi il coraggio di vivere e lavorare come Gesù per i cieli nuovi e la terra nuova. Aiutami ad essere fedele alla visione che mi hai dato, poiché ovunque io vada e per chiunque io incontri, io possa essere segno del tuo amore che rinnova.
Henri Nouwen
Monastero Sacrocuore
 

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