collegio san paolo

Home / Verbum Domini

Verbum Domini

Domenica S. Roberto vescovo Ss. Corpo e Sangue di Cristo (s) - P

Letture: Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26 - Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore

06/06/2015

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, ti rendiamo grazie per il tuo amore immenso, rendiamo grazie a te che, dopo aver pronunciato la benedizione, hai preso il pane dicendo: "Questo è il mio corpo, prendete e mangiate".
Tu, Gesù, Agnello senza macchia, hai escogitato questo straordinario viatico perché non ci perdessimo sul cammino del nostro esilio. Tu stringi con noi, ogni volta che facciamo la comunione, un'alleanza eterna che, sempre nuova, opera nei nostri cuori feriti.
Noi abbiamo fame di te, non possiamo più fare a meno di te, perché questa cena pasquale ci strappa alla morte e ci dà la tua vita.
Signore, fa' che oggi molte anime vengano salvate dal tuo corpo immacolato, accolto o adorato, o anche soltanto desiderato. Moltiplica i tuoi sacerdoti perché nessuno dei nostri fratelli sia privato di te, in particolare nelle Chiese che soffrono persecuzione.

ANTIFONA D'INGRESSO
Il Signore ha nutrito il suo popolo con fior di frumento, lo ha saziato di miele della roccia. (Sal 81,17)

COLLETTA
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre...

PRIMA LETTURA (Es 24,3-8)
Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi.
Dal libro dell'Èsodo
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 115)
R. Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore 
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza 
e invocherò il nome del Signore. R.
Agli occhi del Signore è preziosa 
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua schiava: 
tu hai spezzato le mie catene. R.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento 
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore 
davanti a tutto il suo popolo. R.

SECONDA LETTURA (Eb 9,11-15)
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Gv 6,51)
R. Alleluia, alleluia.
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore;
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 14,12-16.22-26)
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
Dal Vangelo secondo Marco
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?". Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Parola del Signore.

OMELIA
Oggi ci viene ricordato che la suprema manifestazione del 'sacro' avviene attraverso segni umili e semplici, il pane e il vino, frutto della terra e del lavoro dell'uomo. Così l'Eucaristia stimola anche noi ad assumere la logica di Dio, quella di trasformare le nostre piccole cose in 'sacri segni'. Nell'ispirazione dell'evangelista Marco la celebrazione dell'ultima cena di Gesù specificatamente entra nella grande festa della Pasqua. "Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua", i discepoli chiedono al Maestro dove dovevano prepararla. Nella descrizione poi della cena, l'evangelista nota solo i gesti e le parole di Gesù, che sono basilari del nuovo memoriale, che sarà celebrato in sua memoria. Gesù, nell'intimità del cenacolo in mezzo ai suoi, e prima della sua passione, attua quello che annuncia: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti". Nella ritualità di questa particolare cena, la gioia, che di solito seguiva al patto stipulato, al momento viene procrastinata, perché Gesù, entrando nella sua funzione di vittima e di sacerdote, descrive e interpreta tutto la sua passione e la sua morte in croce. Sicuramente saranno state parole sconcertanti, che devono aver sorpreso gli apostoli. Naturalmente erano parole profetiche, che offrivano il significato di ciò che stava per compiersi. Quel vino sarà veramente il suo sangue della nuova ed eterna Alleanza, sangue versato dalla croce per ogni uomo. Dentro il dramma della passione e della morte, infatti c'è un mistero di amore, che Dio, attraverso la contemplazione della croce, pone allo sguardo dell'umanità. La celebrazione del "Corpus Domini" è proprio questo: il dono di sé, che Gesù fa ai suoi discepoli di ieri, di oggi e di sempre. Ci garantisce, nel pane e nel vino consacrati, la sua presenza sacramentale. Senza questo punto di appoggio, tutto diventa prima o poi un non senso. Aver fede nell'Eucaristia significa credere in Dio, che ha stretto un patto con ogni uomo in cammino nel deserto della vita. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell'unità e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Prendete, questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza, dice il Signore. Alleluia. (Mc 14,22-24)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Donaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Ecco dunque l'Eucaristia, la memoria vivente di Gesù Cristo, il dono sovrano del suo amore: egli stesso. Reputiamo che egli abbia fatto abbastanza per avere diritto alla nostra riconoscenza, al nostro amore, alla devozione di tutta la nostra vita? Abbiamo qualche nuovo desiderio? Se il suo amore nel Santissimo Sacramento non conquista il nostro cuore, Gesù Cristo è vinto. La nostra ingratitudine è più grande della sua bontà, la nostra malizia è più potente della sua carità. Ma no; mettiamo piuttosto a profitto questo dono ineffabile. Pensiamo che, consacrando l'Eucaristia, Gesù vedeva, come presenti, tutti coloro che si sarebbero un giorno comunicati.
Egli fissava il numero delle ostie che i sacerdoti avrebbero consacrato per ciascuno di noi, come provvigione del nostro viaggio verso il cielo.
Se noi non andiamo a nutrircene...
Oh no, mio Salvatore! La vostra carità mi preme, mi tormenta, mi lega. Io mi abbandono alla fede nelle vostre divine parole. Voglio consacrarmi alla vostra gloria sacramentale. Voglio, a forza d'amore, farvi dimenticare che sono stato ingrato, voglio, a forza di devozione, farmi perdonare per avervi amato così tardi. La vostra grazia farà il resto.
SAN PIETRO GIULIANO EYMARD

Calendario

Mese Missionario e del Rosario

<ottobre 2021>
lunmarmergiovensabdom
27282930123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031
1234567

Notizie

» leggi tutte