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Verbum Domini

Venerdì - Sacro Cuore di Gesù (s) - P

Letture: Os 11,1.3-4.8c-9; Cant. Is 12; Ef 3,8-12.14-19; Gv 19,31-37 - Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza

11/06/2015

 

PREGHIERA DEL MATTINO
Sacro Cuore di Gesù, guidaci, come buon pastore delle nostre anime, e proteggici in questo giorno in cui proseguiamo il nostro cammino di vita. Nutrici, nei tuoi pascoli, con la tua parola e con i tuoi sacramenti; fa' che non ci smarriamo lungo il tuo cammino dell'amore. Rendi salda la nostra coscienza della compassione che nutri per la nostra fragilità, affinché il nostro cuore sia, a sua volta, misericordioso nei confronti degli altri.

ANTIFONA D'INGRESSO
Di generazione in generazione durano i pensieri del suo Cuore, per salvare dalla morte i suoi figli e nutrirli in tempo di fame. (Sal 33,11.19 )

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni bene, che nel Cuore del tuo Figlio ci hai aperto i tesori infiniti del tuo amore, fa' che rendendogli l'omaggio della nostra fede adempiamo anche al dovere di una giusta riparazione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Os 11,1.3-4.8c-9)
Il mio cuore si commuove dentro di me.
Dal libro del profeta Osea
Quando Israele era fanciullo, io l'ho amato e dall'Egitto ho chiamato mio figlio.
Ad Efraim io insegnavo a camminare tenendolo per mano, ma essi non compresero che avevo cura di loro.
Io li traevo con legami di bontà, con vincoli d'amore, ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia, mi chinavo su di lui per dargli da mangiare.
Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme di compassione. Non darò sfogo all'ardore della mia ira, non tornerò a distruggere Efraim, perché sono Dio e non uomo: sono il Santo in mezzo a te e non verrò da te nella mia ira.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Is 12,2-6)
R. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza. R.
Attingete con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome;
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime. R.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d'Israele. R.

SECONDA LETTURA (Ef 3,8-12.14-19)
Conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza.
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, a me, che sono l'ultimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia: annunciare alle genti le impenetrabili ricchezze di Cristo e illuminare tutti sulla attuazione del mistero nascosto da secoli in Dio, creatore dell'universo, affinché, per mezzo della Chiesa, sia ora manifestata ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore, nel quale abbiamo la libertà di accedere a Dio in piena fiducia mediante la fede in lui.
Per questo io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ha origine ogni discendenza in cielo e sulla terra, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati nell'uomo interiore mediante il suo Spirito.
Che il Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e di conoscere l'amore di Cristo che supera ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (1Gv 4,10)
R. Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
R. Alleluia.

VANGELO (Gv 19,31-37)
Uno dei soldati gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso". E un altro passo della Scrittura dice ancora: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto".
Parola del Signore.

OMELIA
L'amore di Dio attraversa tutta la creazione, "eterna è la sua misericordia", ma si fa redenzione, manifestazione d'amore per tutti gli uomini, quando il Figlio di Dio si consegna volontariamente alla morte. "Il mistero, nascosto da secoli nella mente di Dio," viene ora rivelato, - dice San Paolo. Tutti i popoli "sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità con Israele, a formare lo stesso corpo e ad essere partecipi della promessa". Tutto l'evento "Cristo" è questo amore che sta di là da ogni immaginazione umana e che Dio Padre ha reso disponibile. "L'ampiezza della carità è tale che si estende fino ai nemici. La lunghezza nel tempo è tale che non viene mai meno, ma incomincia quaggiù e si conclude nella gloria. Non proviene da noi neppure il fatto che amiamo Dio, ma è lo Spirito di Gesù che ci attrae, trovandoci disponibili. Quanto il Padre ci abbia amato in Cristo e quanto grande sia stato l'amore di Cristo per noi appare nella sua forma estrema sulla croce, da quel cuore squarciato dalla lancia del soldato. Non si tratta di un semplice particolare, l'evangelista sottolinea solennemente che quel sangue simboleggia il sacrificio di Cristo, l'acqua è indice dello Spirito che Gesù aveva promesso di effondere. Dal cuore trafitto di Gesù nasce la Chiesa. La solennità del Sacro Cuore è la sintesi di tutto il disegno salvifico: proclama Dio che si manifesta amore crocifisso per l'uomo. "Cristo nostro Signore innalzato sulla croce nel suo amore senza limiti donò la vita per noi e dalla ferita del suo fianco effuse sangue e acqua, simbolo dei sacramenti della Chiesa, perché tutti gli uomini, attirati al cuore del Salvatore, attingessero con gioia alla fonte perenne della salvezza". (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, o Padre, all'immensa carità del Cuore del tuo Figlio, perché la nostra offerta sia a te gradita e ci ottenga il perdono di tutti i peccati. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Dice il Signore: "Chi ha sete, venga me e beva chi crede in me; sgorgheranno da lui fiumi d'acqua viva". (Gv 7,37-38)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Questo sacramento del tuo amore, o Padre, ci attiri verso il Cristo tuo Figlio, perché, animati dalla stessa carità, sappiamo riconoscerlo nei nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Con volto beato, il nostro buon Signore guardò il proprio costato, contemplandolo con gioia. E, col suo sguardo dolce, guidò me, sua creatura, e così, proprio attraverso la ferita del costato, potei entrare, con la mente, nel suo cuore. Là egli mi mostrò un luogo bello e meraviglioso, abbastanza grande per ospitare, nella pace e nell'amore, tutti gli uomini che saranno salvati. Poi presentò al mio spirito anche il caro sangue e la preziosa acqua che aveva emesso per amore. Nella sua dolce contemplazione, egli mostrò il suo cuore benedetto spezzato in due; nella sua dolce gioia, egli svelò, tanto quanto ritenne giusto, alla mia mente la beatitudine della condizione divina e, rafforzando la mia anima, le fece contenere, per così dire, l'amore infinito che non ha avuto inizio, che è e che sarà per sempre.
Facendo ciò, il nostro buon Signore, con volto raggiante, disse: "Guarda quanto t'amo!".
Ed è come se avesse detto: "Creatura mia prediletta, guarda e contempla il tuo Dio, il tuo Dio che è il tuo Creatore e la tua gioia infinita. Tu vedi in me il tuo Fratello, la tua salvezza. Per amore verso di me, partecipa alla mia gioia!".
Perché potessimo capire di più, egli disse queste parole benedette: "Guarda quanto t'amo!". Ed è come se avesse detto: "Osserva e riconosci che io ti ho amato tanto (ed anche prima di morire per te), da voler morire per te. Ora sono morto per te, dopo aver sofferto volentieri, per quanto ho potuto.
Ed ora la mia amara sofferenza e la mia dura fatica sono diventate la mia gioia e la mia felicità eterne. Quanto a te, ogni volta che mi preghi per qualcosa di cui mi compiaccio, come posso non concedertela con piacere? Perché il mio piacere è nella tua santità, nella tua gioia e nella tua felicità eterne con me".
GIULIANA DI NORWICH (c. 1342-1413)

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