collegio san paolo

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Verbum Domini

Domenica 28.a tempo ordinario - IV

Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre Liturgia: Sap 7,7-11; Sal 89; Eb 4,12-13; Mc 10,17-30

10/10/2015

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore Gesù, insegnami la vera saggezza. Concedimi di bere l'acqua viva del tuo Spirito, che è luce, conoscenza e prudenza. Quando incontrerò il tuo sguardo nei miei fratelli, ascoltando la tua parola o sedendomi al tavolo della tua Eucaristia, non permettere che altri problemi prendano il posto della tua presenza.
Maestro buono, desidero seguirti per entrare nel regno di Dio e ricevere la vita eterna, anche se so che devo donarmi totalmente, perché tu ti sei donato totalmente a noi. So che non sarà facile, ma a mano a mano che avanzerò con te nel cammino, mi sentirò più libero per porre il mio cuore in ciò che veramente conta e dura, nell'amore del Padre che tu ci hai mostrato.

ANTIFONA D'INGRESSO
Se consideri le nostre colpe, Signore, chi potrà resistere? Ma presso di te è il perdono, o Dio di Israele. (Sal 130,3-4)

COLLETTA
O Dio, nostro Padre, che scruti i sentimenti e i pensieri dell'uomo, non c'è creatura che possa nascondersi davanti a te; penetra nei nostri cuori con la spada della tua parola, perché alla luce della tua sapienza possiamo valutare le cose terrene ed eterne, e diventare liberi e poveri per il tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 7,7-11)
Al confronto della sapienza stimai un nulla la ricchezza.
Dal libro della Sapienza
Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza, implorai e venne in me lo spirito di sapienza. La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto, non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l'oro al suo confronto è come un po' di sabbia e come fango sarà valutato di fronte a lei l'argento. L'ho amata più della salute e della bellezza, ho preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 89)
R. Saziaci, Signore, con il tuo amore: gioiremo per sempre.
Insegnaci a contare i nostri giorni 
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando? 
Abbi pietà dei tuoi servi! R.
Saziaci al mattino con il tuo amore: 
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la gioia per i giorni in cui ci hai afflitti, 
per gli anni in cui abbiamo visto il male. R.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera 
e il tuo splendore ai loro figli.
Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio: 
rendi salda per noi l'opera delle nostre mani, 
l'opera delle nostre mani rendi salda. R.

SECONDA LETTURA (Eb 4,12-13)
La parola di Dio discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Mt 5,3)
R. Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
R. Alleluia.

VANGELO (Mc 10,17-30)
Vendi quello che hai e seguimi.
Dal Vangelo secondo Marco
[In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà».
Parola del Signore.

OMELIA
Il segreto del brano evangelico di oggi è tutto in quello sguardo che Gesù riserva a quel "tale" che gli era corso incontro con tanto entusiasmo, gettandosi ai suoi piedi e chiedendogli: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna? Gesù fissando su di lui lo sguardo, lo amò". E' un dettaglio di toccante tenerezza. La forza di quello sguardo e la carica di quell'amore spingono ad accogliere quanto lo Spirito ci può suggerire. Ma all'invito a lasciar tutto, si rattristò e "se ne andò"... Per quel "tale" le ricchezze hanno contato più di quello sguardo di amorevolezza. Per lui, la sicurezza offerta da quello che possedeva, "aveva molti beni", era un vantaggio a cui non avrebbe rinunciato per nessuna cosa al mondo. Neanche per seguire Gesù. Ecco perché le ricchezze possono essere pericolose. Ecco perché Gesù lancia quel famoso detto: "E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio". Tutto quello che si possiede a vario titolo, ossia tutto quello che "ci possiede", in definitiva ci impedisce di abbandonarci al progetto di Dio. Gesù dà senso alla vita, proiettandoci verso il futuro. Propone ad ogni uomo di andare oltre: "Una sola cosa ti manca". Al quel "tale" Gesù non fa discorsi spirituali, ma: "Lascia quello che hai, dà le tue ricchezze ai poveri, vieni con me, lotta con me per l'avvento del regno di Dio". Se quel "tale" ha fallito, "ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" rispose Pietro a nome degli altri - che cosa ci toccherà? Allo sgomento che circolava nel gruppo per le parole severe, che erano state dette e per quanto avevano visto, Gesù si premura di avvolgere i suoi discepoli in un clima di affetto, come aveva fatto con l'uomo ricco, "figliuoli, riceverete cento volte tanto nel presente, insieme a persecuzioni, e nel futuro, la vita eterna". A tali beni, nel presente secolo, Gesù aggiunge anche le persecuzioni, come sorte dei discepoli, che li rende simili al loro Maestro e Signore, il quale ha accettato la passione per operare la redenzione. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere, e fa' che questo santo sacrificio, espressione perfetta della nostra fede, ci apra il passaggio alla gloria del cielo. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
"Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che hai, dallo ai poveri; poi vieni e seguimi". (cf. Mc 10,21)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Padre santo e misericordioso, che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio, per questa partecipazione al suo sacrificio donaci di comunicare alla sua stessa vita. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

MEDITAZIONE
Esiste una ricchezza che semina la morte ovunque regna: liberatevene e sarete salvati!
Purificate la vostra anima, rendetela povera per poter ascoltare la chiamata del Salvatore che vi dice: "Vieni e seguimi!". È la via nella quale cammina chi ha il cuore puro: la grazia di Dio non penetra in un'anima ingombra e straziata da una moltitudine di possessioni. Colui che considera la sua fortuna, il suo oro e il suo argento, le sue case, come doni di Dio, dimostra a Dio la sua riconoscenza andando in aiuto dei poveri con i suoi beni. Egli sa di possedere più per i suoi fratelli che per se stesso; resta padrone delle sue ricchezze invece di divenire schiavo; non le chiude nella sua anima più di quanto non chiude la sua vita in esse, ma porta avanti senza stancarsi un'opera tutta divina. E se un giorno la sua fortuna sparisce, egli accetta la sua rovina con cuore libero. Dio proclama beato quest'uomo, egli lo chiama "povero nello spirito", erede sicuro del regno dei cieli...
Esiste, al contrario, chi ha accumulato la sua ricchezza nel proprio cuore al posto dello Spirito Santo; egli serba per sé le sue terre, accumula senza fine le sue fortune, non si preoccupa se non di avere ogni giorno di più; non alza mai gli occhi verso il cielo; rimane impacciato nelle cose temporali; poiché non è che polvere, e ritornerà polvere. Come può provare desiderio per il regno colui che, al posto del cuore, porta un campo o il denaro, colui che la morte sorprenderà fatalmente nel bel mezzo delle sue passioni? Poiché dove è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
SAN CLEMENTE DI ALESSANDRIA

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